Giro Alpenhimmel "Del Baffo"

 


data: 24/06/2011

Ore 22:11 - Monza
Festa di San Giovanni. Patrono del capoluogo Brianzolo. Dalla Villa Reale di Monza ecco i fuochi d’artificio. In sottofondo l’inno d’Italia. Punti lucenti scoppiano illuminando il cielo di riflessi prima rossi, poi bianchi e verdi. Rimango a guardare come se avessi la consapevolezza che un giro del genere debba iniziare con dei fuochi artificiali. Chicco si presenta a casa e tra un fuoco e l’altro quattro chiacchere e un po’ di organizzazione per il fine settimana. In effetti l’adesione di 8 persone era inaspettata ma felice sorpresa. Un piccolo saldo per gli sforzi fatti fino ad oggi per mantenere vivo il Manzoteam. Vivo ora più che mai. Una ventata di freschezza con nuovi amici da vigore e voglia al duo organizzatore, coadiuvato dalla rassicurante presenza del moderatore Vivalavolvo. I fuochi ormai sono finiti. Una partita a “The Club” e poi i saluti. L’indomani la sveglia presto suonerà come un killer alla porta con in mano un fucile.

 


data: 25/06/2011

Ore 6.13 - Monza
Le città all’alba hanno la capacità di stupire. Il sole scalda dolcemente cose e persone e pittura tutto di un caldo giallo. Abbraccia una città ancora sommersa dalla quiete. I preparativi iniziano. Io ancora ho da lavorare sui supporti delle telecamere. Verso le 6:45, armato di trapano elettrico, mi chiudo in garage a tagliare forare e avvitare. Voglio che tutto sia a posto. Ho molto materiale da portare e il fatto che certe cose non possano essere utilizzate mi da molto fastidio. I minuti scorrono è ora di tirare i ganci della borsa, mettersi la tuta di pelle e uscire allo scoperto.


Ore 7.50 - Monza
Giro l’angolo e come per magia subito un motociclista dietro di me. E’ Albi. Pronto e carico come non mai. Mi chiede di accompagnarlo a prendere Elisabetta e poi veloce colazione e pieno. Lo seguo.

 

Ore 8.20 - Monza
Viale Elvezia, ci sono quasi tutti. Tutti sorridenti e riposati. Prima di partire occorre fare la verifica del baffo. Questo giro ha come leitmotiv il baffo. Ogni partecipante avrebbe dovuto dimenticarsi il rasoio abbastanza da farsi crescere i baffi. Ovviamente c’è chi ha compiuto bene il proprio lavoro, tra questi ricordiamo Fox, Brianza, Bob, Chicco e Ciko, e chi accampa scuse. Albi presentatosi sbarbato tira fuori dal cappello dei baffi posticci degni di un pornoattore anni 80. Allo stesso modo Elisabetta toglie il casco ed ecco due baffoni all’insù. Quattro battute e si scopre ben presto che come sempre qualcuno ha scordato di fare il pieno.

 


Ore 8.45 - Seregno
Il gruppo composto da Albi, Bob, Brianza, Chicco, Ciko, Elisabetta, Fox e Mau raggiunge Paolino al primo distributore. In sosta, nell’attesa del pieno, un personaggio bizzarro, chiedendo a Bob di spostarsi, millanta un passato nel Mondiale Superbike e conoscenze con i peggiori concessionari dell’hinterland Monzese e Milanese. Un po’ frastornati dall’aver incontrato il primo pazzo dopo solo 10 minuti di strada partiamo ufficialmente in ritardo di quasi un’ora. Milano-Meda e poi via fino al confine elvetico.

 

Ore 9.30 - Bizzarone
Dopo aver perso Bob, all’altezza di Bregnano, attraversiamo la dogana a Bizzarone. Entriamo in un sol colpo nella verde Svizzera diretti a Lugano per riunirci a Bob. I primi chilometri scorrono veloci, il traffico è presente ma non fastidioso. Il cielo terso fa capolino sui nostri caschi. La temperatura è piacevole e il gruppo unito procede spedito. L’incontro con Bob viene concordato per telefono. Dopo essere stato dirottato dal sottoscritto a Paradiso davanti al concessionario delle Mv Agusta, non avendolo trovato Bob ha proseguito fino a Lugano, per poi ritornare indietro e scoprire che il concessionario ora è licenziatario di Honda. Qualche foto due battute e via verso Bellinzona. Qui la noiosissima strada Cantonale addormenta i caldi spiriti dei Manzi. Si arriva a Monte Ceneri, che divide di fatto la zona di Lugano con quella di Bellinzona . Si sale fino alla quota di 554mslm. In salita incontriamo macchine da Rally intente a scaldare gomme freni e motori, prima della prova speciale. Quasi noncuranti superiamo il valico e ci dirigiamo in discesa verso Bellinzona. Qualche tornante risveglia gli animi ribelli dei Manzi, ma subito si smorzano in coda a Bellinzona. Ora non resta che dirigersi verso Biasca e dunque verso il Passo del Lucomagno.

 


Ore 11.40 - Pollegio
Una piccola deviazione ci porta per errore a Pollegio. Qui si decide per un caffè in compagnia. Subito familiarizziamo con la barista del posto sorseggiando caffè, Chicco si allontana con Fox alla ricerca di una farmacia. Necessita un piccolo cerotto per un taglio sulla testa rimediato qualche giorno prima. Dopo oltre venti minuti di attesa torna con un cerotto sulla testa degno di un faraone egizio. Una battuta e si riparte in direzione Olivone.

 


Ore 12.55 – Passo del Lucomagno
Situato a quota 1976mslm deve il suo nome al latino “Locus Magnum”. In effetti il passo è molto ampio, verdi prati si uniscono a vallate e raggiungono cime rocciose a tratti innevate. La strada, dalle curve ampie e ritmate apre alla vista scorci stupendi. Poco più in basso un torrente serpeggia con acqua chiara e spumeggiante. L’aria sa di natura incontrastata mentre i fiori dondolano all’unisono cullati da dolci folate di fresco vento da nord. Il tempo per qualche scatto e si riparte. Sulla costa del lago di Santa Maria (in grigionese Lai da Sontga Maria) iniziamo a scendere verso Mustair. Voltiamo a sinistra in direzione Oberalpass e proseguiamo fino a Sedrun. Qui uno schieramento di poliziotti ci intima l’alt. Tutti si aspettano un controllo globale. Già ferme nel piazzale sostano oltre 20 moto. Ne avremo per tanto tempo, inoltre conoscendo la fiscalità dei poliziotti elvetici qualche controllo di troppo finirà per rovinarci la giornata.

 

 


Ore 13.38 – Sedrùn

Il posto di blocco in realtà si rivela in una campagna sulla sicurezza per le strade tenuta dagli stessi poliziotti che si incontrano sulle strade. Con educazione, preparazione e simpatia dopo averci offerto dell’acqua fresca, il poliziotto, con un buonissimo italiano ci mostra l’ operato, delle statistiche di incidenti e alcuni attrezzi del mestiere. Ci mostra con un opuscolo le casistiche degli incidenti e mostra alcune foto, alcune impressionanti, spiegandoci luogo, tipo d’incidente e conseguenze per il pilota. Emerge che gli inglesi sono pericolosi perché viaggiano a sinistra, ma che come incidenti mortali siano ancora sotto le medie del periodo. Nel frattempo Brianza giocando con il telelaser cerca di fare foto a tutti i veicoli passanti. E’ talmente entrato nel ruolo del poliziotto che a momenti chiede il libretto delle multe per aver colto un eccesso di velocità. La caccia al trasgressore passa poi anche per il grilletto di Paolino. Tutto procede tranquillo quand’ecco che il poliziotto mostra ai Manzi la striscia chiodata. Quella tipica dei film americani. Qui l’eccitazione generale. Mille foto e gli altri poliziotti sconvolti dal casino creato. Quasi dispiaciuto Huber ammette di non averle mai usate. La presentazione finisce qui, i saluti e ringraziamenti e ora a mangiare alla Sudada.

 


Ore 14.15 – Ristorante la Sudada
Suggerito da Huber, questo ristorante si trova ai piedi di una pista da sci. La vista è molto bella e subito ordiniamo dei wusteroni con un ingrediente non chiaro. Mentre Chicco gioca a benedire Mau, le risate si sprecano. Arrivano i succulenti piatti. Il Wusterone annega in Zwiebelsauce, che in italiano sarebbe una salsa agrodolce di cipolle. Buonissima. Il rutto con annebbiamento vista è garantito. Il pranzo prosegue veloce. E’ subito ora di ripartire. Mack ci sta aspettando ad Airolo in Piazza della Staziun.

 


Ore 15.41 – Passo del Gottardo 2106mslm
Valico del Gottardo. Accanto al lago della Piazza facciamo la foto di rito. 2106m. Il clima non è molto bello e fa abbastanza fresco. 11°C . Evitiamo di percorrere la strada antica in pavè per non perdere ulteriore tempo e far spazientire il povero Mack.

 


Ore 15.52 – Airolo Piazza de la Staziun
Mack come sempre sorride e confessa di essere lì da molto. Noi abbiamo un’ora e 20minuti di ritardo. Ma avendone dichiarata una alle 12.00 fa solo venti minuti. Poteva andargli peggio. Ci leviamo i caschi. Presentazioni per chi ancora non si conosce. Prelievo denaro per qualcuno e riposo per altri. Lo staff dirigenziale va al bagno. La pausa dev’essere forzatamente breve. Si riparte in direzione Passo della Novena. Qui la strada è ampia, le curve veloci e il gruppo scorre veloce. Guardiamo il cielo. E’ chiaro a tutti, che dove stiamo andando, di sole non se ve n’è nemmeno l’ombra. L’aria inizia a diventare frizzante. Il profumo di bosco umido fa presagire che di lì a poco inizierà a piovere.

 


Ore 16.39 – Passo della Novena 2458mslm
La temperatura è frizzante. 10°C e le prime gocce di pioggia. L’asfalto ancora asciutto inizia a segnarsi dalle gocce che cadono. Ci fermiamo un attimo. Gli sguardi sono parzialmente tristi. Questa pioggia vuol dire molta attenzione e poco piacere di guida. La direzione verso la quale stiamo andando ha come sfondo dei nuvoloni grigi carichi di pioggia. Da qui in poi il meteo potrà solo peggiorare. Inoltre il fresco inizierà a farsi sentire. Paolino, fermo in uno spiazzo, si veste di tutto punto in blu antipioggia. Gli altri fanno quel che possono. A motori spenti inizia la musica della pioggia che batte sulle nostre visiere. L’odore della pioggia sull’asfalto si attacca alle narici senza volerle più lasciare. Il vento cerca di coprire il rumore costante dei torrenti che lanciano a valle il loro carico di neve ora diventato acqua. Il colore verde dei prati spicca in una continua lotta con il grigio plumbeo sulle nostre teste. Le cime innevate si nascondono tra le nubi. Si riparte. Il meteo, stupendoci migliora e per circa trenta minuti smette di piovere. Le curve riprendono a scorrere veloci sotto le nostre gomme e un po’ di speranza entra in noi. Appena dopo Oberwald inizia a piovere con intensità. Dobbiamo risalire fino all’attacco del Furka e del Grimsel e poi prendere una decisione.

 


Ore 17.15 – Gletsch
Il giro originale prevedeva da qui tre passi in 233km prima dell’arrivo alla locanda. Causa meteo insieme decidiamo di tagliare il Grimselpass e dunque di fare un taglio netto di 120km circa. Foto di gruppo con sorrisi smaglianti nonostante il meteo e ripartenza. Proseguiamo sulla Furkastrasse in direzione Belvedere per poi raggiungere la colma del Passo Furka a quota 2436mslm. Ironia della sorte giusto sul Belvedere abbiamo trovato il peggior momento riguardo le precipitazione. Complice l’altitudine, la temperatura di circa 6°C e le nuvole basse l’acqua scendeva quasi a secchiate. La visibilità ridottissima rendeva totalmente ironico il nome Belvedere. Le fitte nubi in cima al Passo sembravano uscite da un film di Fantozzi. In certi punti della discesa la visibilità era ridotta a 20m. Davanti a me un Paolino, che come per magia a tratti spariva e riappariva. La tensione della guida in quelle condizioni stanca ed appesantisce le menti ancor più di braccia e gambe.


Ore 17.40 – Discesa del Furkapass
Mi fermo davanti ad una cascata a fare qualche foto. Il gruppo in discesa si era allungato fortemente. I più cauti nelle ultime posizioni scendevano senza fretta. A chiudere il gruppo un tranquillo ma attentissimo Bob, mi passa davanti fa un cenno. Risalgo in moto per raggiungerlo e scendere insieme a lui, dopo un tornante ecco il grande classico della Svizzera, l’attraversamento stradale di quaranta mucche. Bob forse al primo incontro tradiva emozione. Le muccone svizzere incuranti deglutivano erba passeggiando in direzione stalla. Gli altri scendono veloci verso Hospental. Bob ed io ripartiamo con passo tranquillo. Tra un tornante e l’altro l’occhio si distrae su prati verdi morsicati da nuvole bianche e più in basso Tiefenbach. Arriviamo ad Hospental. Alcuni Manzi attendono ai bordi di una rotonda. Altri paiono non essersi fermati. La pioggia ormai sta per cessare. O almeno la speranza è quella. Le forti raffiche di vento pioggia e freddo ormai sono solo un vivo ricordo. Ci riuniamo tutti e proseguiamo sulla strada del Gottardo in direzione Altdorf. Qui tunnel in discesa con molto traffico e asfalto bagnato sgranano un po’ il gruppo. A guidare tutti un Chicco che sul bagnato si fida e osa.

 


Ore 19.02 - Burglen
Svoltiamo a destra sulla Klausenstrasse, il nostro ultimo passo prima del riposo serale. Pochi minuti prima a Realp una pausa benzina si era trasformata in una sgranchita, una veloce controllata al livello di umidità di ognuno di noi e un momento per qualche battuta. In tutti la consapevolezza dell’arrivo vicino e che il meteo peggiore era ormai alle spalle dava tranquillità e fiducia al gruppo. Con forza i paesaggi si aprivano la strada fra le nubi. In zona Balm una visione paradisiaca. Alla mia destra tre alberi sontuosi dominavano la valle, abbracciati al terreno con forti radici su prati verdissimi carichi di gocce d’acqua della pioggia appena terminata. Alla mia sinistra le Dolomiti Svizzere. Costoni di roccia nuda salgono verticali nel cielo. Mack mi aspetta il gruppo se ne va. Il tempo di godere tre minuti di questo spettacolo e poi si riparte. Mack subito impartisce un bel ritmo l’asfalto è a tratti umido a tratti asciutto. Il ritmo si alza sempre di più e in pochi minuti raggiungiamo il passo e iniziamo a scendere. Pausa per una foto di gruppo sono le 19.37. Alla locanda ci stanno aspettando. Ripartiamo in discesa di buon passo. Qui la strada è molto divertente e tecnica, curve e controcurve su susseguono velocemente. I manzi mostrano ancora voglia di curve e un po’ di rimpianto per il maltempo trovato.

 


Ore 19.40 – Linthal
Eccoci arrivati al paese di pernottamento. La locanda dove trascorreremo la nottata è a 4km dal centro. Chicco parte in avanscoperta, io e Fox restiamo sulla strada principale ad aspettare Bob. Io sorrido sotto i baffi, so che i partecipanti non sanno. Tutta la settimana antecedente a questo giro, io e Chicco, abbiamo postato foto di cascate, immagini legate all’inverno, video collegati al tema acqua fredda. Questo perché solo due stanze hanno l’acqua calda il bagno e la doccia in camera. Le altre hanno solo un piccolo lavandino con acqua corrente fredda. Bob arriva due battute e l’ultimo trio parte alla ricerca della Berggasthaus Obbort. La strada larga al massimo 1.80m si arrampica su per la montagna tra prati verdi e pini. Sbuchiamo in un piazzale. Qui attorno è solo calma. Le luci del tramonto allungano le ombre sulla vista fenomenale di questo posto. In fronte a noi un ghiacciaio e una cascata. La location è fenomenale. L’ospitalità è ottima. La moglie del proprietario ci mostra la parte dedicata a noi. E’ una casa realizzata completamente in legno. Emette rumori furibondi mentre tipo processione saliamo lentamente le scale per raggiungere il piano superiore dove sono situate le nostre camere.

 


Ore 20.40 - Berggasthaus Obbort
Ognuno di noi prende la famigliarità con la propria stanza. Ci rendiamo conto che la temperatura è frizzante. 13°C all’esterno, 13°C all’interno. Un piccolo calorifero elettrico potrà fare ben poco. Molti di noi hanno indumenti umidi e a turno utilizziamo questo aggeggio per asciugare. Nel frattempo un continuo via vai per turni docce. La signora avvertita da Mau si mette ai fornelli per placare la nostra fame. Nel frattempo un gattone entra e si prende le coccole da tutti. In effetti le sembianze di casa nella prateria erano già state verificate attraverso l’Oca in giardino, le capre sui prati, le mucche, galline, gatti e una bella Bernese dal faccione simpatico e la voce grossa. Usciamo dalla nostra dependance e andiamo nella sala da pranzo. La vista è mozzafiato. Con simpatia ci vengono fatte domande che non capiamo ma il messaggio è chiaro. Abbiamo fame porta da mangiare quello che vuoi. L’antipasto è la tipica insalata di stagione con qualche salsina. Pane di grano saraceno , poi subito al primo e unico piatto. Si trattava di tagliatelle bollite con erbette, il sapore si avvicinava a quello delle coste, con verdure bollite accanto. In una pirofila veniva servita della carne cotta in una salsa con sopra della panna montata. Il tutto da combinare a piacimento. Se separati i sapori erano abbastanza poco piacevoli, assieme diventavano un ottimo piatto. Tra una forchettata e l’altra, condita da birra, si intavolavano discorsi divertenti. Citazioni di Vivalavolvo a tenere banco, e quindi un pensiero a lui che fino all’ultimo avrebbe voluto essere dei nostri anche in auto. Il dolce era un ottimo gelato di noci con panna montata. Giro di grappe, anzi giri e poi tutti a letto a riposare. Una piccola digressione serale sul balcone con un paio di canti e poi… Ore 00.33…Buonanotte…

 


RESOCONTO GIORNALIERO 430KM


data: 26/06/2011

Ore 6.00 - Berggasthaus Obbort
Apro gli occhi. Fuori c’è il sole. Scosto la tenda e faccio una foto. La sveglia suonerà tra più di un’ora. Torno a dormire.

 


Ore 7.40 - Berggasthaus Obbort

Suona la sveglia. Ci si prepara e si va a fare colazione. Sul tavolo troviamo: salame, formaggio tipo emmenthal ma molto più puzzolente, pane, burro scaduto da un mese (si lo so nessuno di voi l’ha notato), marmellate, yogurt, latte, una specie di strudel e svariate caraffe di succhi. Il tutto viene spazzolato senza ritegno dai manzi famelici. Mack, al mio finaco, agguanta una fetta di formaggio dopo l’altra e in fronte a me l’altro animale Alby che ruba dalle mani della povera Elisabetta l’ultimo tozzo di pane con la marmellata. Saldiamo i conti e si corre a prepararci. Più che una corsa sembra un gran premio di lumache, così come vuole tradizione, si parte in ritardo di un’ora. Nel piazzale una veloce foto di rito, qualcuno fa cadere una moto e poi via verso Glarus, cittadina che è capoluogo del cantone, a cui da il nome Glarona. Si procede verso Nafels, manco una svolta, ma prontamente Chicco mi indirizza dalla parte giusta. Passando da Mollis si arriva attraverso una strada molto divertente sul lago di Walensee. Adagiato da due colline verdissime il lago ha un colore verde smeraldo, un battello solca l’acqua lasciando un segno destinato a svanire poco dopo. L’aria è limpida e la sensazione è realtà quando inizio a respirare nel casco a pieni polmoni. Oggi vedrò posti stupendi per la prima volta.

 


Ore 10.40 – Lago di Walensee
Qualche curva divertente risveglia i polsi. Prima in salita ripida poi una veloce discesa. Ci siamo arrampicati fino ad ammirare l’intero cantone verso Zurigo e poi siamo riscesi a quota lago. Ora si punta a Bad Ragaz. La strada è un po’ noiosa ma comunque pittoresca. Lunghi rettifili con filari di piante in banchina smorzano l’aria calda che inizia ad entrare nei nostri caschi. Poi Dalvazza e Kloster Dorf. Si arriva a Davos. Davos è la perla dei grigioni. Piste di sci per 450km e innumerevoli attenzioni ai suoi visitatori. Qui ogni dieci secondi ci sfilano automobili dai prezzi incredibili. Ci fermiamo.

Ore 12.35 - Fluelapass

Alcuni di noi vogliono fare benzina e tornano al primo benzinaio. Io Chicco Elisabetta e Mack rimaniamo in attesa. Dopo aver fatto conoscenza con la simpatia di un autista di pullman grigionese, si riparte tutti insieme. Siamo sul Fluelapass. Ma non siamo molto lontani da un turno di libere in moto2. Il gas non si risparmia. Mau gioca il jolly, Albi fa un drittone, insomma quando ci si diverte si arriva presto alla vetta. Io visto la felicità di alcuni Manzi propongo all’Albi di liberarsi della Guerriera Eli e andar giù con Mack che fa strada. Neanche il tempo di finire la frase e Albi fa lo striptease alla sua S1000rr, lanciando borse zainetti e tutto in giro. Il gruppo composto da Mack, Chicco, Albi , Paolino e Mau scende a valanga e sale a fionda. Nel frattempo io, Fox, Brianza, Bob e la Guerriera facciamo foto e spariamo cavolate. Arrivano gli animali, i sorrisi ebeti stampati sulle loro facce rappresentano bene quanto gas abbiano risparmiato, cioè zero. Mack ha una faccia soddisfatta che ti vien voglia di prenderlo a schiaffi. Inoltre continua a sottolineare come sia soddisfatto delle gomme nuove appena messe. Si riparte E si punta a Zernez dove percorreremo il Fuorn.

 


Ore 13.40 - Fuorn
Paesaggio stupendo e profumi intensi da vivere. Mi fermo in un parcheggio a fare delle foto, gli altri proseguono. Il profumo di bosco e resina è fortissimo. Sembra bruciare nel naso. I colori vivi affaticano gli occhi. Il sole forte scalda in un attimo qualsiasi cosa. La vallata è ampia e la discesa dopo il passo è fenomenale. Gli altri sono già più in basso a far benzina. Io mi godo in solitudine la discesa. Il passo è veloce e il divertimento è assicurato. Il punto migliore è quello del cartello del “Parc Naziunal Svizzer”. Curvone velocissimo in contropendenza in discesa verso destra e subito curva a sinistra e poi un susseguirsi di curvoni stupendi, immersi in un paesaggio, con pini a bordo strada , semplicemente fantastico. I ragazzi fanno benzina e lamentano fame. Anche io. Io e Mack conosciamo un posto e portiamo la compagnia bendati. Purtroppo dev’essere cambiata gestione, il cibo non è come l’anno passato. Durante il pranzo ci piace ricordare l’Albi in mutande, Mau con giù le mutande e l’ombrellone nel culo, Chicco con la felpa e le tette della Guerriera che mettevano in difficoltà chiunque dovesse intavolare un discorso.

 


Ore 15.15 – Tschierv
Ancora in moto. Siamo a circa 190km dalla partenza, direzione Santa Maria Mustair, svolta a destra obbiettivo Umbrailpass. E’ il passo più alto svizzero e ci si arriva per una strada molto rovinata ed a tratti non asfaltata. La prima parte della strada si snoda tra fitti boschi con tornanti strettissimi uno dietro l’altro poi si apre fino a raggiungere, con altri 8 tornanti, la quota massima di 2501mslm. Dalla vetta si scorge il vicino Passo dello Stelvio a quota 2758m, ma siamo in ritardo e ora dobbiamo scendere, dopo aver immortalato altri scorci, a Bormio attraverso i tantissimi tornanti dello Stelvio. Il povero Albi ci maledirà.

 


Ore 17.30 – Tirano
Il percorso a Bormio viene modificato. Alcuni sono molto stanchi, altri hanno impegni si opta per evitare Livigno e poi decidere via via la strada. Dopo aver percorso la statale dello Stelvio a Tirano urge sosta. Propongo caffè e tutti concordano con me. Affogati, shakerati purchè ci sia della caffeina. Fox prepara la fuga, e si porta con sé Brianza. Mack e Mau cambiano idea 23 volte poi fugano anche loro per la statale. Rimangono Albi, Chicco, Ciko, Eli, Paolino e Pol. I 5 ancora vogliosi di pieghe affrontano il Bernina con un ottimo passo. Paolino ormai ha un ritmo di tutto rispetto, Albi sembra fresco come una rosa, Chicco torna a caricarsi e Bob prende le misure per un finale col botto.

 


Ore 18.18 – Passo Bernina 2330mslm
Quota 2330mslm. Il vento sferza il ghiacciaio di fronte a noi. Il verde lago glaciale vibra sotto i colpi continui del vento. Le moto sono sempre meno. Il sole inizia a diminuire la sua forza. Si riparte subito per Pontresina. Ormai è deciso. Un tacito accordo tra me e Chicco porta i cinque ad affrontare la discesa di buon passo per dirigersi senza fermarsi all’Albula Pass.

 


Ore 18.52 – Albula Pass 2315mslm
La strada a salire stretta e molto ballerina. L’asfalto non è per nulla liscio. Il traffico praticamente nullo da tranquillità al quintetto. Si arriva velocemente al Passo. All’ospizio in cima qualche motociclista straniero sta già mangiando. Noi foto e via di corsa nell’orribile discesa. Stretta, piena di cantieri e gibbosa. Solo alla fine la strada si apre un po’ riportando un po’ di divertimento tra le chiappe dei cinque. Pieno a Bregun e poi direzione Filisur. Incontriamo un Moto Guzzista che per mostrarci il suo passo, peraltro molto scadente, ha rischiato molte volte. A Tiefencastel svolta a sinistra per Julierpass. Io e Chicco iniziama a seguire linee perfette sui curvoni veloci in salita. Agli altri non resta che seguire ad occhi chiusi. E’ il momento di tirare fuori il ginocchio. Il traffico inesistente, la temperatura ideale sono ingredienti perfetti. Senza sforzo le saponette vengono grattate. Unico rammarico non aver filmato le pieghe da paura fatte. Era dalla pista che non piegavo così tanto. I lunghi destra sinistra con grip enorme fanno innamorare i 5. Pausa foto al Lai de Marmorera e tutti raccontano le proprie emozioni. Pochi minuti e arriva un super Bob. Moto gremata e sorriso fino alle orecchie. I coprivalvole si stanno sciogliendo i tichettii del surriscaldamento del motore sono un continuo. Bravo Bob.

 

 

Ore 20.17 – Julierpass 2284mslm
Si sale verso la vetta. Qui da due anni è un unico cantiere per rifacimento sede stradale ma il sorriso non passa. Si arriva in vetta si parcheggia si fa pausa. Eli si sdraia su una panchina. Bob va a mingere lontano da noi. Si riparte in discesa verso Silvaplana. Incontriamo un gruppone di motociclisti inglesi. Ci torna alla mente il poliziotto Huber. Chissà se tra questi uno viaggerà dall’altra parte a aumenteranno le statistiche. Benzina a Silvaplana e poi Passo Maloja per andare a Chiavenna e poi Colico. Per strada poca gente. Fuori dalla dogana la strada è ancora libera, due pieghe si possono ancora fare. La stanchezza inizia a segnare le nostre facce. Ma sappiamo che ormai l’arrivo è vicino. Eccoci sulla statale dello Spluga. Paolino conosce la strada ci saluta. Inizia a zigzagare a manetta fra le macchine e scompare all’orizzonte. A Dubino vediamo un motociclista fermo con le luci di emergenza. E’ Paolino fermo a telefonare. Misteri della mente umana. Ci salutiamo in movimento.

 

 

Ore 21.30-Colico
La valassina è ferma. Un traffico impressionante ci toglie le ultime energie. Io e Albi a fare i tamarri in terza o seconda a far spostare le automobili. I gas nelle gallerie erano tremendi. All’altezza di Dervio la Guerriera chiede pietà. Ci fermiamo per sciogliere un po’ le articolazioni. Dopo una piccola pausa si riparte. Modalità Tamarro fino a Monza. Saluti al rondò dei Pini ed ognuno a casa propria. Esperienza fenomenale. Grazie Ragazzi.


RESOCONTO GIORNALIERO 560KM

ALBUM FOTOGRAFICO

 

TOTALE 990KM

Ciko the President

 
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